sabato 21 gennaio 2012

Punto interrogativo.

Il telefono è muto. Vorrei che suonasse come una volta, che comparisse il tuo nome qua e là in mezzo allo schermo, così per caso. Ma non ne vuole sapere di te.
Ora ha senso solo tenerlo spento, silenzio. 
Da facebook ti ho rimosso, per frenarmi dal vedere cosa fai, dove vai, senza di me. 
Per evitare di cercarti, di scriverti chilometrici poemi ed addii. 
Msn è rimasto come punto di riferimento. Dove tutto è cominciato ed avrà fine.
Conversiamo solo a monosillabi. Dovremmo scopare, ci diciamo.
E poi è da un anno e più che in realtà non combiniamo niente.
Ora siamo il niente. Un buco nero nello spazio temporale.
Avevamo promesso che un giorno ci sarebbe stato un noi, ma ci siamo inciampati su.
Ed ora paghiamo le conseguenze delle nostre fratture interne. 
Scambio di frammenti ossei e occhi languidi.
Due pazienti in una sala d’attesta, attesa interminabile.
Guariscimi ed uccidimi. Ti imploro.
Tanto non rimarranno che segni di colluttazione mal disinfettati.

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